Ducati Paso

Descrizione :

La Ducati Paso venne presentata nel 1986 dalla Ducati con lo slogan «Il nostro passato ha un grande futuro» e deve il proprio nome al pilota Renzo Pasolini, detto "Paso", deceduto il 20 maggio 1973 in un incidente di gara sull'Autodromo di Monza durante il Gran Premio d'Italia.

Il celebre marchio bolognese, acquistato nel 1983 dal gruppo Cagiva, si lanciò così in una nuova avventura per dimenticare i trascorsi oscuri della gestione IRI. La sfida consisteva nel costruire una moto con caratteristiche tecniche e d'immagine innovative in grado di combattere lo strapotere commerciale della produzione giapponese. Per raggiungere l'ambizioso obiettivo la Ducati si affidò allora a Massimo Tamburini, geniale co-fondatore della Bimota e autore di moto leggendarie come la Ducati 916 e le MV Agusta F4 e Brutale. I problemi da superare erano molti ma soprattutto era necessario utilizzare l'unico motore prodotto dalla Ducati, il famoso bicilindrico a L di 90°, serie Pantah, giunto con mille affinamenti fino ai giorni nostri e unico nel panorama mondiale ad essere dotato di distribuzione desmodromica, ma ai tempi affetto da noiosi problemi di affidabilità dovuti a componentistica di modesta qualità.

Il progettista riminese vestì il motore di una splendida carenatura integrale, presto copiata dalla concorrenza giapponese, che celava alla vista ogni componente meccanica. La moto venne dotata di dotazioni tecniche di ultima generazione: telaio in tubi quadri d'acciaio al cromo-molibdeno, forcellone posteriore in lega leggera con biellismi ad azionamento progressivo, ruote da 16 pollici con pneumatici di generosa sezione, motore con raffreddamento misto aria-olio, accensione elettronica e strumentazione completissima.

Il tutto per realizzare una moto che costituiva un'assoluta novità nella produzione Ducati di ogni tempo: non una sportiva, ma una moto con espressa vocazione sport-tourer. Nonostante le premesse il successo commerciale stentò ad arrivare poiché la moto era più cara delle concorrenti, aveva prestazioni inferiori (erano dichiarati 72,5 cv a 7.900 giri per 210 km/h di velocità) e aveva ancora qualche limite di affidabilità a causa di un impianto elettrico non troppo a punto e soprattutto di un'alimentazione affidata a un carburatore automobilistico sostanzialmente inadatto a una moto.

Nel 1989 venne presentata la Paso 906, con cilindrata di 904 cc e 88 cv a 8.000 giri per 220 km/h di velocità massima, caratterizzata da raffreddamento a liquido e cambio a 6 marce anche se restavano invariati impianto elettrico e alimentazione a carburatore.

La maturità fu raggiunta nel 1990 con la 907 I.E. che perdette tuttavia il nome "Paso". Il motore restava il medesimo ma spariva il carburatore in favore di un modernissimo (per i tempi) impianto Magneti-Marelli che integrava accensione ed iniezione elettronica risolvendo in un sol colpo i problemi di affidabilità elettrica e di alimentazione. La potenza salì a 90 cv a 8.500 giri e la velocità a 230 km/h. Anche la parte ciclistica venne modificata con cerchioni da 17" che assecondavano una tendenza progettuale tuttora invalsa e dettero alla moto un'agilità prima sconosciuta.

Fonte: wikipedia.org

Foto :

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